Home Page del Comune Clicca per approfondimenti

Clicca per visualizzare la guida alla navigazione
 
 

TERRITORIO

 

in evidenza

 

Risorse

 

 

La Sponga
 Partendo da Canistro, si può raggiungere a piedi la sorgente della Sponga a quota 850 m s.m. Si risale in gran parte il tragitto del corso del Rio Sparto e per la parte finale il corso del ruscello che arriva a valle della sorgente.
 
Quota 
Tempo
Difficoltà

  
850 m
  
 
Lasciato Canistro Inferiore (oggi capoluogo), si prende la strada asfaltata che sale con forte pendenza al vecchio paese. A destra, quasi rasente alla strada, precipita rumorosamente un ruscello abbondante di acqua, che fino a pochi anni fa alimentava una piccola cartiera, oggi chiusa. E' l'acqua della Sponga, dove sono state pescate sempre ottime trote. Sempre a destra, salendo, oltre il ruscello, sono costruite, tra il verde, delle casette, ma tutto il paesaggio è verde, ai due lati della strada. Si sale sempre, attraverso tornanti e curve, tra le due pareti di una valle piccola e stretta. Dopo circa mezzo chilometro di salita si può girare a sinistra e subito si raggiungono le sorgenti del Codardo e il Gran Paradiso, un albergo sorto da alcuni anni. Lassù, in quell'altura, oltre a poter trascorrere nella serenità giorni di riposo in un albergo che offre ogni conforto, si può nei mesi estivi fare la cura di un'acqua che possiede rare virtù e che ormai è nota non solo in Abruzzo, ma anche fuori della nostra regione. 
 
Non accenno neppure lontanamente all'aria che si respira tra i castagneti del Codardo! Ma debbo ricordare che il territorio di Canistro dà ottime e saporite castagne, le famose roscette: è giusto dire che le buone castagne sono vanto di Canistro, perà di ottima qualità sono le castagne di quasi tutto il versante occidentale di Valle Roveto: di Pescocanale, di Civitella Roveto, di Meta, di Morino e di Rendinara. Nell'altura, però, dove sorge il Gran Paradiso, l'orizzonte non è vasto perché rimane nascosta gran parte della Valle Roveto: l'orizzonte è invece aperto solo alla strada che scende da Capistrello a Pescocanale, ai monti che vengono da Monte Bello fino ai monti Orbetta, Ciocca e Salviano. Intanto si sale sempre per la strada che va a Canistro Alto; questo paese sta come una vedetta sulla sua storica collina; si avvista anche in una curva mentre ci dirigiamo alla Sponga: le sorgenti si raggiungono per un'altra strada, che partendo dalla principale, volge bruscamente a sinistra. Questa strada secondaria, anche essa asfaltata, è nel primo tratto in salita, poi in leggera discesa, per riprendere a salire fino alle sorgenti della Sponga. Complessivamente da Canistro Inferiore fino alla Sponga passano buoni cinque chilometri.   

Qui non c'è un angolo che non sia verde: campagne, colline, pendici dei monti! Sui colli che circondano il Codardo fanno da padroni i folti castagneti, mentre nella zona che porta alle sorgenti si sviluppa la vegetazione più varia. Lungo le rive del fiumicello che versa nel Liri le fresche e spumeggianti sue acque, crescono pioppi e piante diverse. Spesso le acque del ruscello scompaiono per poi farsi rivedere più in alto; qui i campi sono coltivati a grano, a orto, a vigne e si incontrano anche rare piante di ulivo, alberi di ciliegi, di noci e di nocchie, con qualche canneto. L'acqua della Sponga continua la sua discesa vorticosa verso il piano, si nasconde ancora, riappare, scompare di nuovo, sempre presente col suo fragore e con le sue candide spume. A volte il fiumicello passa sotto la strada che conduce alle sorgenti. 

Ed ecco arrivati ai piedi della montagna, un contrafforte della catena dei Simbruini: siamo nel regno dei faggi, mentre attorno alle sorgenti nascono carpini, querce, ornelli e tante erbe campestri che la natura fa con fiori dai colori più svariati germogliare spontaneamente alle falde dei monti.  Potrebbe sembrare artificiale lo spettacolo delle sorgenti della Sponga; e al contrario è madre natura che si è divertita a fare dei ricami stupendi perfino con le acque che qui scendono dalle rocce: rivoli d'acqua diversi che si staccano dall'alto e vanno ad ingrossare il ruscello che abbiamo costeggiato salendo alla sommità. Più su dei rivoli accennati si apre alla vista un piccolo bacino, lungo un 60 metri e largo forse 15 metri. Il bacino è riempito dalle acque che scendono dalle rocce ove sono le sorgenti; lo chiamano il laghetto. L'acqua è limpida e chiara; non potrebbe essere diversamente, data la vicinanza delle sor genti. Nel fondo del laghetto si scorgono le erbe che vi crescono mentre si specchiano nelle acque i minuscoli fusti delle pianticelle fluviali che circondano il bacino. Due selvette fanno da ornamento: una dentro il bacino, l'altra ai margini di esso. 
Ma non è finita ancora la descrizione di queste incantevoli sorgenti. Più su, un secondo laghetto, di proporzioni più piccolo, attrae l'occhio di chi viene alla Sponga. Questo laghetto sotto un ponticello sotterraneo getta le sue acque nel primo bacino già descritto. Però il secondo laghetto è una miniatura: a sinistra un rivolo tortuoso e scrosciante cala dall'alto come se collocasse delicatamente le sue acque freschissime nel laghetto; a fianco del rivolo una serie di cascatelle, tutte spume, vanno subito a riempire col rivolo maggiore il bacino e consegnare immediatamente le acque al laghetto inferiore. 
 
Si resta stupiti di fronte ai giuochi superbi di una natura incomparabile: la bellezza indescrivibile sta nelle piccole polle di acqua e nelle molte sorgenti che sgorgano copiose in un breve tratto di roccia alpestre, per riunirsi poi scintillanti e rumorose e cambiarsi in ruscello, destinato a fare più grande lo storico Liri, che fu nei secoli recenti e remoti il muto testimone della storia della nostra gente buona e laboriosa. Più su ancora, c'è la presa dell'acqua: si tratta del vecchio acquedotto che va a Canistro Superiore. 
   
Alla Sponga (siamo, a circa 1000 metri di altezza), quasi sotto il Monte Viperella (m. 1886), l'orizzonte è molto ridotto: lassù è possibile vedere appena qualche casa di Canistro Inferiore, il Gran Paradiso e un tratto della Nazionale, oltre a un settore dei monti che si levano nel versante orientale, di fronte ai Simbruini. E con l'orizzonte è limitato il panorama perché la zona compresa tra Canistro Inferiore e la Sponga è chiusa in un avvallamento: a sud, dalla località Capranica; ad oriente, dal colle ove è sorto il Gran Paradiso e dai monti opposti ai Simbruini; a nord, dalle colline che salgono al vecchio paese di Canistro; ad occidente, dai contrafforti dei Simbruini, percorsi da alcuni anni dalla strada che unisce Capistrello e Filettino per la Serra S. Antonio. Sono i monti che dividono la provincia dell'Aquila dalla provincia di Frosinone, l'Abruzzo dal Lazio. 
 
Anche se da quelle sorgenti la vista non spazia lontano, nessuno potrà rinunziare ad una gita che non lascia delusi, perché lo spettacolo delle ridenti cascatelle della Sponga resta nella memoria in un ricordo indelebile. Ecco perché quell'angolo nascosto, ora che una comoda strada ce lo fa raggiungere, è frequentato da turisti, vicini e lontani. A pochi passi dalle sorgenti quasi si nasconde tra le sue vecchie mura una modesta casetta: quanti arrivano lassù trovano in quel piccolo bar qualche ristoro e soprattutto tanta cordialità da parte di Ermerinda e di Lidia, rispettivamente madre e figlia, che qui abitano in estate con due giovanette, figliuole di Lidia; il marito di questa, Nello Marcellitti, è un bravo e onesto lavoratore che torna a casa ogni sera dal lavoro. Hanno intenzione di trasformare il bar attuale in un ristorante. A quella famiglia che ha serbato a me e all'amico Filippo Mattei un'accoglienza d'altri tempi, la tradizionale accoglienza abruzzese, auguro tanta fortuna. Concludo col dire che la Sponga è una località che deve essere conosciuta da chi cerca nella Valle Roveto bei paesaggi; ripeto che le cascatelle delle sorgenti non si dimenticano mai. Aggiungo che per tutta l'ascesa fino alla Sponga si respira un'aria ossigenata che dilata i polmoni e ti fa ammirare i doni preziosi della vita dei campi. 
 
A questa verdissima conca la natura ha elargito due beni inestimabili: l'aria e l'acqua. L'aria è quella dei castagneti e l'acqua è quella pura e salutare delle sorgenti della Sponga.  Quando si discende e si torna a Canistro, si incontra al margine della strada, prima di volgere per il Gran Paradiso, una fontanella, che o6re generosamente ai passanti l'acqua stessa del Codardo: mi dicono che sia anche migliore. Intanto, ci lasciamo alle spalle Canistro, riattraversiamo il ponte sul Liri, risaliamo alla Strada Nazionale, salutiamo veloci la Quercia Bella, le case di S. Lucia e di Femmenella e alle 12 del 9 luglio 1981 siamo di nuovo a Civitella Roveto.

INFO: LA SPONGA (Alfredo Tolli) 347.3345930

 

   
 
 

Territorio

 
 


Team sviluppatori
| Grafica e Redazione | Copyright